La Qualità Dei Sentimenti

CONFERINTA 1200.JPGÈ molto difficile dire cose intelligenti su argomenti comuni come i sentimenti. Si corre sempre il rischio opposto: quello di dire cose banali su argomenti importanti. Questo libro nasce dall'osservazione delle difficoltà incontrate dagli scienziati, siano essi medici o saggisti, nell'affrontare i grandi temi che trattano dell'evoluzione dei sentimenti. Per parlare dell'amore, è meglio lasciare spazio agli artisti e ai poeti. I sociologi, ad esempio, quando abbandonano le analisi quantitative per addentrarsi nel mondo della sociologia dinamica, spesso mancano dell'esperienza clinica quotidiana che li potrebbe mettere in contatto con la linfa vitale dei sentimenti. Provano allora a cercarla altrove, con alterne fortune. Per trovare un materiale analogo all'esperienza clinica degli psicoterapeuti, il sociologo Jean Kellerhals di Ginevra ha scandagliato la letteratura popolare. Lo stesso metodo è stato adottato da Francesco Alberoni, che ha recentemente studiato coi suoi collaboratori i contenuti della Collana Harmony per analizzare il linguaggio dei sentimenti. I filosofi sentono che il territorio della loro competenza specifica è insidiato da più parti: soprattutto da sociologi, da psicosociologi e dall'applicazione della psicanalisi al mondo degli affetti. Malgrado non manchino personalità d'eccezione, la filosofia dei sentimenti non sembra particolarmente fiorente. Da un lato rischia di impantanarsi nelle sabbie mobili dell'etica e della morale, e, dall'altro, di confondersi con la sociologia aggressiva di intellettuali come Bernard-Henri Lévy o Michel Foucault. La posizione dei teologi è ancora più difficile. Prima di tutto, intervengono ormai in troppi campi sine cognitione causae. E poi il loro pensiero spesso procede sugli stretti binari di una logica dogmatica e deduttiva, troppo rigida per applicarsi alla lettura di emozioni fondamentali come il desiderio sessuale o l'aggressività. Confesso, però, di conoscere poco questa letteratura. Anche la psicanalisi non è esente da rischi metodologici. La consuetudine di partire dalla patologia per definire la normalità degli affetti e delle emozioni dà sempre più l'impressione di una estrapolazione abusiva. L'estensione del metodo psicanalitico al di fuori dell'ambito terapeutico per il quale è stato creato mostra ormai tutti i suoi limiti: essa è tanto affascinante quanto pericolosa. Secondo Enzo Spaltro, gli psicanalisti (e gli psichiatri) si distinguono dagli psicologi per una questione di tono: i primi hanno del mondo una visione pessimistica, i secondi propendono all'ottimismo. Freud ha parlato più dei malati che degli eroi: ora sembra giunto il momento di capire cosa vi sia di peculiare nell'uomo di successo e che ha trionfato sulla sua nevrosi. Certo, la patologia resta spesso più interessante della normalità. Lo dimostrano le vendite dei giornali: è lo strano, è il perverso, che fa sognare e fremere il lettore. Come sostiene il più trito degli slogan giornalistici, è l'uomo che morde il cane che fa notizia, non il contrario. Né il sociologo né il filosofo; non il teologo e neppure lo psicanalista. Nessuno ha dunque il monopolio sul discorso dei sentimenti: le diverse competenze coesistono e si rivelano inevitabilmente parziali. In questa prospettiva, uno psichiatra a formazione analitica come me ha lo stesso diritto di altri specialisti ad addentrarsi sul terreno infido delle emozioni e degli affetti. Le ragioni di quest'interesse sono d'altra parte molteplici.
1. Al contrario di quel che comunemente si pensa, le disfunzioni sessuali di cui mi occupo professionalmente sono più legate a problemi affettivi che a insufficienze biologiche. Ho già descritto casi nei quali la domanda sessuale maschera una difficoltà a gestire l'intimità affettiva. La capacità: li stabilire rapporti intimi è la cartina al tornasole di molte relazioni, e può servire come modello per addentrarci nel territorio più vasto dei sentimenti. Emblematico è il caso di Mario e Lucilla, coppia in disaccordo sul concetto di normalità sessuale. Lui sostiene di essere del tutto normale: è pronto quando la moglie lo richiede e non ha difficoltà d'erezione, anche se quasi mai riesce a prendere l'iniziativa. Lucilla obbietta che non vuole solo prestazioni fisiche, ma essere desiderata. Ha bisogno della dolcezza e delle carezze che precedono e se possibile segue l'attività sessuale. Altrimenti non riesce a raggiungere l'orgasmo. Ed è per questo che Mario la manda dal terapeuta. Basta una seduta per chiarire l'equivoco. Avevano ragione entrambi: Mario, che rivendicava l'efficienza della sua sessualità: Lucilla che chiedeva più intimità affettiva. Era peraltro certamente lei a mostrare una maggiore maturità sentimentale, nonostante si dimostrasse sessualmente più fredda. Anche il concetto di intimità, così come quelli di amore e li sesso, necessita di essere chiarito. C'è chi la considera ma qualità, un privilegio da condividere con pochi. Per altri è un difetto: una debolezza, un residuo romantico e de: adente. Questi ultimi confondono l'intimità con le coccole. Primi pensano che porti ad una condivisione più profonda. Altri malintesi, questa volta sui livelli di scambio, possono nascere dal fatto stesso che l'intimità può essere vissuta ad almeno cinque livelli:
spirituale, intellettuale, affettivo, corporeo, e sessuale. È proprio questa complessità dei sentimenti, insomma, che ci impone di non arrestarci ad una analisi superficiale e ci spinge ad addentrarci nelle pieghe dell'animo umano.
2. Il mondo dei sentimenti permette di gettare un nuovo ponte tra pubblico e privato. Si parla di calo della solidarietà e dell'impegno sociale. Si dice che proprio il ritorno al privato ostacola l'impegno civile. È un malinteso che nasce dalla confusione tra dimensione privata ed egoismo. Al contrario, molti trovano proprio nel buon rapporto con se stessi la spinta per l'impegno pubblico. Il politico che conduce una campagna moralizzatrice per compensare problemi personali non risolti (succede più spesso di quanto si pensi) potrà forse imporsi come un nuovo Savonarola: rimane, nondimeno, una personalità inquietante. Credo di più in chi riesce a essere autentico nei suoi rapporti privati: sarà anche in grado di difendere gli stessi principi nell'ambito della solidarietà sociale. È naturale che non sempre questo sia automaticamente vero. Alcune persone, anche le più autentiche, possono ad esempio gestire i sentimenti solo mantenendo una certa distanza affettiva. Angelo è un professore universitario: un ottimo pedagogo che ha sempre avuto passione per l'insegnamento e che sempre è stato ricambiato dalla stima dei suoi allievi. Paradossalmente, ha più difficoltà educative a casa, con i suoi figli, che in università. Gli riesce facile confrontarsi in pubblico perché non si mette in gioco personalmente: la distanza che instaura con i suoi allievi agisce come una sorta di neutralizzazione affettiva. Il corpo a corpo necessario nel legame coi figli invece lo paralizza, e si ritrova incapace di gestire i propri sentimenti. La sua esperienza è opposta a quella di Carlo, che è un padre disponibile al rapporto con i propri figli, sempre pronto a condividere nuove esperienze nell'ambito dell'intimità familiare. Dirigente industriale, Carlo va in crisi quando si trova di fronte ai suoi dipendenti. Le sue capacità pedagogiche crollano per la paura di essere mal giudicato. C'è quindi una distanza ottimale nella quale i sentimenti riescono ad esprimersi.
3. Ho riletto le favole di Esopo e di La Fontaine riscoprendone la grande modernità, e questo mi ha invogliato a rivisitare i sentimenti espressi in queste storie emblematiche. Ecco perché alcuni paragrafi di questo volume sono strutturati come favole. Viene presentato un tema, che spesso è di per se stesso ambiguo o apparentemente ordinario, e in cui gli uomini giocano la parte degli animali delle favole. La storia si conclude con una morale, sia pure indiretta. L'uso delle favole e delle metafore è frequente sia in psicanalisi che nelle psicoterapie sistemiche ? Si adotta questa tecnica ogni volta che diviene difficile o addirittura paralizzante esprimersi per concetti: in questi casi si fa ricorso a situazioni allegoriche. Succede, per esempio, quando è difficile rompere il silenzio che è calato sulla vita di una coppia. Spesso faccio notare ai due che hanno eretto un muro tra di loro, incitandoli a immaginare cosa si possa fare per superarlo. Lei propone di costruire una porta; lui di scalarlo. Sovente cominciano a litigare su come risolvere il problema del muro. Si tratta già di un miglioramento: litigano tra di loro e non su di loro. Più tardi, la stessa coppia può essere invitata a riflettere sulla valigia piena di problemi che si sta portando dietro. Insieme, si vede quali sono i panni sporchi che vengono lasciati nell'ufficio del medico e quali quelli che vengono rimessi in valigia e riportati a casa. Non sempre le metafore permettono di risolvere i problemi, Ma spesso aiutano a ristabilire il dialogo attraverso la creazione di obiettivi comuni da risolvere.
4. Per addentrarci nel mondo dei sentimenti, abbiamo adottato un'altra strategia che si rifà al rapporto tra Caino e Abele. Fratelli ma diversi, i due incarnano gli stereotipi del bene e del male. Ma proviamo a osservarli meglio. La bontà di Abele è anche la sua debolezza; mentre la cattiveria di Caino rappresenta anche una forza. Non ci occuperemo però di bene e di male, e neppure delle grandi antitesi della vita (attività-passività, forza-debolezza, coraggio-viltà, bellezza-bruttezza…). Ci proponiamo invece di raccontare la faccia nascosta dei sentimenti. Il coraggio può nascondere l'incapacità di vivere una vita ordinaria, la viltà può rivelarsi una salutare prudenza. L'attività può diventare frenesia, la passività spesso significa capacità di introspezione. Proprio questa doppiezza di ogni situazione umana è fonte di numerosi malintesi. E i malintesi affettivi sono più frequenti di quel che si pensa. Sia nella forma che nel contenuto. Già l'uso di alcuni termini genera confusione. In sessuologia, per esempio, alcuni parlano di eiaculazione precoce e altri di eiaculazione prematura. Nel primo caso, il riferimento è quantitativo (si può definire precoce un
rapporto che dura 30 secondi o che non ha più di dieci movimenti). Quando si usa l'aggettivo prematuro si adotta implicitamente un concetto più relazionale: il comportamento è prematuro rispetto alle aspettative proprie o del partner. Poniamo il caso che la donna abbia una risposta sessuale rapida: anche se lui termina il rapporto in 30 secondi, non ci sarà motivo di lamentarsi. Si potrà invece parlare di eiaculazione prematura, rispetto alle aspettative di piacere condiviso dalla coppia, se lui conclude dopo 10 minuti ma il comportamento sessuale di lei è particolarmente lento. Tutto è relativo, e altri esempi del libro tengono conto di questi malintesi formali. Si può parlare dei giovani di oggi come di neoegoisti, mentre per altri si tratta di una generazione realista. Si può dire che le donne incarnino sul lavoro modelli di comportamento maschili: ma resta il dubbio che abbiano semplicemente raggiunto l'obiettivo che il movimento femminista perseguiva, quello della parità. C'è chi dice che un atteggiamento seduttivo nasconda il desiderio di truffare il prossimo, ma per altri è solo un ulteriore elemento di fascino. La trasparenza, l'essere diretti nei rapporti con gli altri, è un pregio o un difetto ? Ne parleremo nel corso del libro, attraverso il racconto di storie spesso singolari.
5. Le tematiche del libro sono volontariamente presentate sotto forma di opposizioni del tipo o-o. Si tratta di una scelta soggettiva e dichiaratamente provocatoria. Come, infatti, in fisica la presenza di poli opposti è necessaria per suscitare l'energia elettrica, così la vita non è mai totalmente bianca o nera. Ma spero che il lettore vorrà accettare la provocazione per quel che è, nella speranza che alla fine di ogni capitolo si sia passati dal rapporto o-o alla soluzione e-e.
6. Questo volume non difende un modello di psicoterapia, ma un progetto di rnicropsicologia dei sentimenti in cui i casi clinici, opportunamente mascherati, servono ad illustrare le idee, e non il contrario. Solo nell'ultima parte del libro, gli esempi si fanno più lunghi e strutturati, per dimostrare come La focalizzazione sui sentimenti abbia spesso risolto psicoterapie che si erano insabbiate. La micropsicologia dei sentimenti, in altri termini, non è solo un modo nuovo per penetrare nel mondo degli affetti, ma costituisce anche la messa a punto di un metodo: il corretto uso dei sentimenti e delle emozioni può trasformarsi in un fattore di guarigione.

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